Il Diritto alla Bigenitorialità come Diritto del Figlio Minore

Nota a Margine dell’Ordinanza della Cass. civ. n. 12282

Premessa

L’ordinanza n. 12282/2024 della Corte di Cassazione, depositata il 7 maggio dalla prima sezione civile, affronta nuovamente il tema della bigenitorialità, mettendo in luce le difficoltà derivanti da un trasferimento significativo dei figli minorenni lontano dalla residenza di uno dei genitori. Questo caso rappresenta un importante sviluppo giurisprudenziale in materia di diritti dei minori e dell’esercizio della potestà genitoriale.

La Questione del Trasferimento e il Diritto alla Bigenitorialità

La vicenda in esame riguarda il trasferimento di tre figli in una località distante circa 850 chilometri dalla residenza del padre. Questo spostamento, sebbene al genitore non affidatario sia stata riconosciuta la facoltà di vedere e tenere con sé i figli quando desidera, di fatto impedisce una frequentazione regolare e quotidiana. La distanza crea un ostacolo significativo alla possibilità di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con il genitore non convivente, limitando le visite a periodi prolungati ma sporadici, anziché incontri frequenti e brevi.

Violazione dell’Art. 337-ter c.c.

Il caso analizzato dalla Corte di Cassazione evidenzia una violazione dell’art. 337-ter del Codice Civile. Questo articolo stabilisce, al primo comma, il diritto del figlio minore a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, oltre a ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi. Inoltre, garantisce al minore il diritto di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.

Il secondo comma dello stesso articolo impone al giudice di adottare i provvedimenti relativi alla prole con esclusivo riferimento all’interesse morale e materiale del minore. La decisione di trasferire i figli a una distanza così significativa dal padre non può essere considerata conforme a questi principi, in quanto compromette la possibilità per i minori di beneficiare della presenza e delle cure di entrambi i genitori in modo equilibrato.

Considerazioni della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha rilevato che il trasferimento dei figli in una località distante 850 chilometri rende praticamente impossibile le frequentazioni giornaliere. Questo comporta una riduzione della qualità e della frequenza delle interazioni tra il padre e i figli, ostacolando il diritto alla bigenitorialità che è fondamentale per il benessere e lo sviluppo equilibrato del minore.

Conclusioni

L’ordinanza n. 12282/2024 rappresenta un richiamo importante al rispetto del diritto del minore alla bigenitorialità. La decisione della Corte sottolinea come le scelte logistiche e di residenza dei genitori debbano sempre essere subordinate all’interesse superiore del minore, che include il mantenimento di rapporti significativi e regolari con entrambi i genitori. La giurisprudenza in materia di diritto di famiglia continua quindi a evolversi per garantire che i diritti dei minori siano protetti e rispettati, in linea con i principi sanciti dall’art. 337-ter c.c.

Leave a Reply

Your email address will not be published.